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Migliorare la tenuta di strada

Migliorare la tenuta di strada

Progettazione e studio dell'inclinazione ruote

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Negli anni cinquanta, apparivano le prime automobili con sospensioni a ruote indipendenti. Con tali sospensioni, è diventato possibile dare una inclinazione positiva anche alle ruote posteriori e renderle, allo stesso tempo, convergenti.

Ma qual è la pendenza delle ruote che garantisce la migliore aderenza? Per oltre cinquanta anni tale questione non ebbe senso, non era la tenuta di strada una priorità da perseguire. Con pneumatici di tipo tradizionale, a tessuto incrociato e battistrade stretto, non c'era effettivamente una grande differenza, tanto più con l'assale rigido, la pendenza delle ruote non subiva variazioni nelle curve. Con l'introduzione delle sospensioni indipendenti diffuse in gran parte soltanto negli anni cinquanta (Volkswagen, Citroën, Renault) , appariva ovvio che la ruota esterna assumeva in curva una pendenza positiva più importante ed uguale all'angolo di rollio dell'automobile.

Questo ha portato ad una riduzione ulteriore degli angoli di inclinazione ad evitare un'usura irregolare del pneumatico. Più tardi, con pneumatici a sezione più ampia, e soprattutto quelli a carcassa radiale, si constatò che la tenuta di strada dipendeva anche dalla posizione presa dalla ruota i curva. L' angolo di inclinazione acquisì allora una grande importanza. La migliore aderenza si ottiene con piccole inclinazioni negative, ovvero con ruote leggermente divergenti. Il risultato di questa constatazione è stato immediato: le pendenze delle ruote sono divevantate nulle o negative.

Un contributo considerevole nello studio delle sospensioni a ruote indipendenti è stato portato dai produttori inglesi di monoposto da competizione John Cooper e Colin Chapman. Le sospensioni a trapezio, oscillando, con il braccio superiore più breve del braccio inferiore e che convergono tra loro verso il centro dell'automobile, arrivano a compensare il rollio dell'automobile nelle curve mantenendo gli angoli di serie vicini allo zero.

Le sospensioni a parallelogramma deformabile, con braccia di lunghezze uguali, fanno al contrario assumere alle ruote pendenze positive uguali all'angolo di rollio dell'automobile. Adottando tuttavia questo tipo di sospensione e quelle a braccia longitudinali, è indispensabile attribuire inclinazioni fortemente negative per mantenere piccoli angoli negativi nella curva. Le pendenze più forti caratterizzano ovviamente le automobili da competizione che esigono una buona tenuta in curva, mentre sulle autovetture, per ragioni d'usura del battistrada in rettilneo, si preferiscono angoli più ridotti.

Occorre osservare, a questo proposito, che l'inclinazione negativa causa sulle ruote un effetto contrario a quello dell'inclinazione positiva: le ruote hanno tendenza, in questo caso, a chiudersi, ed occorre contrastare quest'azione con un'apertura iniziale.

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